Tokyo 2020: la pesistica azzurra torna nell’Olimpo

Dopo 37 anni dalla medaglia di Norbert Oberburger, oro a Los Angeles, a Tokyo la pesistica olimpica italiana torna prepotentemente protagonista della pedana a cinque cerchi. Cinque gli Azzurri che riescono a conquistare la qualificazione e raggiungere il Giappone, dopo una qualificazione complessa, una quarantena, il Covid; un Record assoluto per la Federazione Italiana Pesistica che non aveva mai partecipato con una delegazione così numerosa. Nino Pizzolato (81 kg), Mirko Zanni (67 kg), Davide Ruiu (61 kg), Giorgia Bordignon (64 kg), Maria Grazia Alemanno (59 kg), seguiti dal Direttore Tecnico Nazionale Sebastiano Corbu, accompagnato dai tecnici Gonario Corbu e Pietro Roca e dal Capo Delegazione, il Segretario Generale della Federazione Italiana Pesistica, Francesco Bonincontro. Una partenza tra mille incertezze e che avrebbe sorpreso il mondo con mille emozioni. L’esordio spetta al più giovane della compagnia, Davide Ruiu, che da outsider fa una gara strepitosa chiudendo al 6° posto, primo fra gli Europei. Lo stesso giorno sale in pedana Mirko Zanni. E’ il 25 luglio, il giro di boa della pesistica azzurra. Il 23enne di Pordenone conquista la medaglia di bronzo nella categoria fino a 67 kg, dopo una gara soffertissima, dove l’ultima alzata ha deciso tutto: o un fuori gara o il bronzo olimpico, il baratro o l’Olimpo. Ha deciso Mirko, con tutto il coraggio, la determinazione di cui poteva essere capace: 177 kg di slancio, record italiano, tirati su con un urlo penetrante e austero. 322 kg di totale, terzo posto e firma nel libro di storia dello sport. La pesistica Azzurra torna sul podio olimpico dopo 37 anni. Ma non è finita qui.

Dopo due giorni, il 27 luglio, arriva il secondo appuntamento con la storia: è il turno di Giorgia Bordignon, alla sua seconda Olimpiade, ancora una volta nella 64 kg. Una gara vissuta quasi in trance, per chi la guardava ma anche per chi l’ha disputata che, come in un’estasi agonistica, sollevava pesi senza sapere cosa davvero andasse a sollevare. La gara perfetta. Neanche lei stessa, nei sogni più incantevoli avrebbe osato tanto, ma la realtà ha superato la fantasia: Giorgia Bordignon inanella sei prove valide su sei e mette la sua firma, di nuovo, nei libri di storia. E’ lei la prima pesista azzurra a conquistare una medaglia olimpica, una medaglia d’argento, con tre nuovi record italiani e un totale di 232 kg. E si realizza quel bis di medaglie che mancava da Melbourne 1956.

Il sogno azzurro però non si conclude qui. Nuovo appuntamento con il destino fissato per il 31 luglio, e il protagonista è il Campione Europeo in carica, Nino Pizzolato. Una gara al cardiopalma, decisa, anche questa, con l’ultima alzata. Nino non ha mostrato solo doti da grande pesista qual è, ma anche un carattere di ferro, un coraggio da leone e una grandissima umiltà. Ha rischiato il tutto per tutto e alla fine ha sollevato con orgoglio il suo bronzo al cielo, con un totale di 365 kg, con la gioia nel cuore per esser salito sul podio olimpico e con la giusta dose di ‘fame’ per continuare a lottare e a desiderare qualcosa di più.

E’ il 1° agosto 2021 e la Nazionale Italiana di Pesistica Olimpica torna in patria, carica di medaglie e di emozioni. Ad attenderli a Fiumicino ci sono amici, familiari, tv, giornalisti, fan. La gioia è incontenibile, gli occhi e i sorrisi rivelano più delle parole; bastano sguardi, abbracci, pacche sulla spalla, per capire quanto queste tre medaglie siano riuscite ad arrivare.

“Un bilancio? A dir poco straordinario” dice il Presidente Urso, che idealmente ha sollevato ciascun kilo, ciascun bilanciere, insieme agli atleti. “Se solo pensiamo che l’ultima volta che l’Italia della pesistica ha fatto 3 medaglia era il 1924, ma allora le Nazioni a gareggiare erano 15, mentre oggi sono 196 quelle attive; abbiamo portato ai Giochi 5 atleti, 3 a medaglia, facendo 9 record italiani, eguagliando un record juniores mondiale, diventando la 1° Nazione europea per risultati e la 6° nel mondo. Ora già pensiamo a Parigi”.